Come sono arrivato qui (e perché non me ne pento)
Tutto è iniziato nel 2015, quando mi sono iscritto alla facoltà di Economia e Management. Sì, economia. Non informatica. All'epoca pensavo che il mio futuro fosse nei numeri, nei business plan, nelle strategie aziendali. E in parte lo è ancora: capire il business è fondamentale per fare bene questo lavoro.
Ma c'è stato un momento—era il 2017, durante un esame di "Sistemi Informativi"—in cui ho scritto la mia prima riga di codice. Era un banale "Hello World" in Java, ma per me è stato come scoprire un superpotere. Potevo creare cose dal nulla. Potevo risolvere problemi reali. E soprattutto, potevo farlo in modo diverso dagli altri.
Da lì è partito tutto. Ho iniziato a divorare corsi online: HTML, CSS, JavaScript, React, Node.js. Passavo le notti a debuggare, a capire perché quel maledetto CSS non si allineava, a studiare come funzionano davvero le API. Non stavo studiando per un esame. Stavo imparando perché mi piaceva.
Nel 2018 sono stato selezionato per il Samsung Innovation Camp, un programma intensivo dove ho lavorato su progetti di digital innovation. Quello è stato il momento in cui ho capito che potevo unire le due cose: la visione strategica dell'economia e la capacità tecnica dello sviluppo. Non dovevo scegliere. Potevo fare entrambe.